Salorino - Quartiere di Mendrisio - Ticino - Svizzera
Copyright: Foto Hans Bühlmann
A Salorino inizia la storia di uno scultore
Enrico Sala, nato il 1.09.1943, ha vissuto e lavorato a Salorino, nel Mendrisiotto. La sua vita nel borgo ticinese è profondamente intrecciata con la comunità e con la natura del luogo: tra le pietre, il silenzio e le montagne che hanno ispirato gran parte delle sue opere.
Dopo una vita movimentata — da apprendista meccanico attrezzista a studente, non proprio giovane entra all’Accademia di Brera a Milano e ne esce diplomato, dove apprende conoscenze nella pittura e in seguito scoprì il suo talento per la scultura — Enrico Sala decide di restare in Ticino. Inizia un periodo con l’insegnamento nelle scuole per poi lasciarlo e dedicarsi completamente all’arte della scultura. Alla facoltà di arti plastiche dell'Università di Parigi VIII ottiene la maestria, un ulteriore diploma.
Nel corso dei suoi primi anni di artista, lavorando incessantemente nel suo atelier di Salorino, creò molte sculture. Le sue opere nascono da pietre locali e da diversi tipi di marmo di svariate parti del mondo. Rappresentano figure plastiche, figure stilizzate, femminili, maternità, coppie o famiglie e simboli di speranza e vita, temi ispirati anche dal contesto umano del suo paese e dalla sua profonda sensibilità spirituale. Ha realizzato anche opere per la comunità:
- una Madonna in marmo di Arzo per la chiesa di Salorino,
- una Madonna in marmo azzurro di Cordoba per l’oratorio di Somazzo,
- e una croce in marmo azzurro di Cordoba per l’oratorio di Cragno, ed altre ancora.
Sala viveva in modo semplice e generoso: oltre che artista, è stato anche un filantropo, impegnato per quasi trent’anni in Cambogia, dove ha contribuito alla costruzione di scuole, ospedali, maternità e altro ancora. laRegione
La vita a Salorino fu quindi per lui un rifugio e un punto di rinascita. Dopo aver subito un grave errore medico che gli compromisse la schiena, attraversò anni difficili; ma nel suo atelier del paese ritrovò forza e fede creando una croce di marmo azzurro che poi donò a Papa Francesco nel 2018, un momento che egli stesso descrisse come profondamente rigenerante.
In sintesi, Enrico Sala a Salorino ha vissuto esplorando il mondo e i diversi tipi di marmo ne sono la testimonianza ma anche visitando altre realtà, un uomo che ha saputo unire creatività, spiritualità e solidarietà — trovando nel suo paese natale il luogo ideale per far crescere sia le proprie opere che la propria umanità.
Luoghi in cui ha vissuto Enrico Sala
La cava si Salorino. In questo luogo lo scultore ha passato tanto del suo tempo per realizzare molte delle opere che ci ha lasciato.
In questa sala troviamo sculture che hanno un'altezza che va da 70 cm a 160 cm
Enrico Sala si è cimentato anche con lavori realizzati in bronzo.
LA F O R Z A P R I M I G E N I A D E L L E S C U L T U R E D I E N R I C O S A L A
Nato a Salorino nel 1943, dopo aver frequentato l'Accademia di Brera, si é licenziato in Arts Plastiques presso l'Università di Paris VII, ottenendo la Maîtrise.
Ammirando l'opera plastica dell'artista ci colpisce subito lo stretto rapporto che lo lega al suo territorio già nell'accurata scelta e nell'impiego dei materiali: marmo di Arzo e marmo di Peccia in modo particolare. Rapporto che diventa anche genealogico, siccome Enrico Sala continua l'attività artigianale del padre elevandola tuttavia a livelli d'indubbio valore artistico.
Ma il sottile gioco dei rapporti e delle "correspondances" ci porta ben più lontano, sublimandosi in una tensione cosmica ed erotica che sembra creare idoli ed amuleti.
Nella civiltà celtica, che fa da sostrato alla romana e quindi alla nostra, il simbolismo fallico era sempre rappresentato dalle pietre preistoriche, cosi come la natura vistosamente sessuale di molte sculture di Enrico Sala ci mette in relazione con le paure suscitate nell'immaginazione maschile dalla Madre distruttrice-rigeneratrice. La credenza inoltre che le pietre bucate abbiano poteri curativi é largamente diffusa; ancora in tempi recenti i bambini venivano fatti passare attraverso il Crick Stone, per l'appunto un enorme pietra bucata, vicino a Morvah in Cornovaglia, per essere guariti dal rachitismo.
Ma anche nelle cerimonie religiose indiane, la natura sessuale della pietra primordiale trova la massima espressione nel linga (organo genitale maschile foggiato a colonna, in pietra o marmo). In opere come la "Torre Cadempino", "Contorsione", "Figura eretta" o "Metamorfosi" le proprietà dell'energia maschile e femminile si identificano con le sorgenti creative e benefiche del cosmo.
La rappresentazione delle sorgenti positive e negative dell'energia culmina nelle pietre, aventi dunque la forma di attributi sessuali.
I lunghi soggiorni dell'artista in Oriente gli permettono quasi istintivamente di recuperare quel rapporto più umano e meno astratto con una nostra purtroppo perduta religiosità, proprio come in "Piccolo tempio".
Gabriele Quadri
Scultura e crocifisso donato da ENRICO SALA alla Chiesa di San Zenone - Salorino
La collezione di sculture
Ogni collezione racconta una storia a sé, mettendo in luce le capacità e l'evoluzione del lavoro artistico di Enrico Sala. Dalle prime opere ai capolavori della maturità, scoprite le diverse sfaccettature del suo talento e le idee filosofiche che ispirano le sue sculture.

